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TT history

 

L'origine del tennistavolo è avvolta nelle nebbie del tempo e sembra davvero difficile dare una datazione certa e, soprattutto un'origine geografica del gioco. 
Alcuni, forse indotti dalla grande diffusione che il tennistavolo vanta nei paesi asiatici, ritengono che la nascita e diffusione del gioco abbiano avuto origine nelle lontane terre del Katai e che solo successivamente, grazie ai viaggiatori occidentali esso si sia diffuso in Europa. 

Altri, basandosi sulle affinità tecniche lo ritengono una variante del "Badminton", il volano come viene chiamato in Italia, gioco diffuso in Europa sin dal Medioevo che sarebbe stato il "papà" anche di numerosi altri giochi praticati oggi nel mondo (tennis e pallavolo innanzitutto). 

 
Ivanov si basa su un dipinto russo del 1825 per attribuire al suo paese la paternità del gioco. La pallina che si può osservare in quel dipinto, però, è dotata di penne e riporta ad un gioco simile al volano che si giocava anche nella Firenze medioevale. 
 
 
Di certo si sa che nel 1884 si incontra per la prima volta il termine "Tennis Tavolo" in un catalogo commerciale del venditore di articoli sportivi F.H. Ayres. 
Qualche anno prima, nel 1875, ad opera dell’ingenere James Gibb, furono codificate precise regole circa il gioco e le attrezzature, che sino ad allora erano ancora molto vaghe. 
Con l’avvento della plastica e della celluloide furono introdotte nuove palline, che sostituirono in breve tempo quelle in gomma e in sughero e proprio dal suono emesso dal rimbalzo delle palline di celluloide fu coniato il termine onomatopeico di PING PONG che è diventato un marchio registrato. I due termini convivono ancora oggi ed infatti spesso il giocatore è chiamato Pongista. 

 
Alla fine del secolo diciannovesimo cambia radicalmente anche l’attrezzo usato per colpire la pallina (che sino ad allora assomigliava più ad un tamburello) e nasce la moderna racchetta in legno che, all'inizio non è rivestita.
Successivamente ancora ecco apparire i primi rivestimenti alle superfici in legno con sughero o tela gommata. L'idea della tela gommata fu di tale E.C. Good. 
 

In Asia il Tennis Tavolo (successivamente abbreviato con la sigla TT) sembra si sia diffuso alla fine del diciannovesimo secolo, prima in Giappone e successivamente in Cina e in Corea. Nacque in Asia una grande scuola, con un diverso stile di impugnare la racchetta. Questo diverso modo d'impugnare la racchetta, detto "a penna" perché ricorda il modo di tenere le dita durante la scrittura, e lo stile di gioco che ne consegue è la principale diversità tra le scuole d'Occidente e d'Oriente. 

Tranne rare eccezioni, i Campionati Mondiali di Tennis Tavolo  e così pure le gare olimpiche, introdotte per la prima volta a Barcellona 1992, sono sempre stati vinte da atleti asiatici. E' la Cina la Nazione che possiede oggi al mondo il maggior numero di praticanti, seguita da Giappone e Corea. 

 
In Europa, nel 1926 nacque la prima federazione internazionale di TT, la I.T.T.F., grazie al lavoro organizzativo svolto dal tedesco George Lehmann. A Londra, sempre nel 1926 fu disputato il primo Campionato Mondiale dove parteciparono gli atleti di Austria, Cecoslovacchia, Danimarca, Germania, Svezia e India; grazie alla presenza di atleti asiatici tale incontro si poté definire “mondiale”. 

 

Nel 1951 una nuova svolta tecnica, quasi una rivoluzione, con l’introduzione delle coperture cosiddette “sandwich”, che Active Imagemigliorando le prerogative dinamiche del gioco, ampliarono moltissimo la sua popolarità e il numero di praticanti a tutti i livelli. Le più importanti scuole europee sono ora in Germania, Svezia e Francia, seguite dalle Nazioni dell'Est quali Russia, Ungheria e Romania. 

In Italia il TT ebbe il giusto risalto, inteso come disciplina sportiva e apparato organizzativo, nel 1960 quando si svolse la prima Assemblea Generale sino a quando, nel 1979, il CONI riconosceva appieno la Federazione Italiana Tennis Tavolo (F.I.Te.T.), nata nel 1945, alla pari delle federazioni sportive più popolari.

di Salvatore Sinatra

 

 

Nel panorama dello sport, il tennistavolo ha una sua collocazione ben precisa, con caratteristiche tecniche particolari. 
L’elemento che maggiormente caratterizza il gioco è, senza dubbio, la velocità della pallina. La pallina del peso di 2,7 grammi e del diametro da 40 mm (che dal 2001 ha sostituito la pallina da 38 mm) tipicamente di colore arancione o giallo intenso, può viaggiare fino a una velocità di 200 Km\h , fra giocatori distanti pochi metri; inoltre è animata da effetti che possono variare in intensità e direzione. 

L'aumento del diametro della pallina è stato introdotto con l’obiettivo dichiarato di rendere questo sport un pochino più lento e quindi più facile la sua ripresa televisiva con le attuali tecnologie.  Il tennistavolo è uno sport al limite delle possibilità umane di reazione. In un normale scambio di gioco la velocità dello palla varia da 10 a 20 m/s (da 36 a 72 Km/h). Durante gli attacchi rapidi la palla arriva a velocità elevatissime.  Anche nel tennis, in particolare nel servizio, la palla può raggiungere subito dopo l’impatto velocità uguali o superiori a quelle massime del tennistavolo, ma le misure del campo sono molto maggiori di quelle del tavolo da ping-pong e permettono risposte meno difficoltose. 
 
Nel gioco tra due pongisti di buon livello la durata di uno scambio è normalmente compresa tra 0,2 e 0,7 secondi. Il pongista deve, quindi, in tempi brevissimi programmare il proprio gioco (tattica, tipo di colpo, posizione del corpo) e intuire quello dell’avversario. Solo così il giocatore può prevedere la traiettoria, la velocità e il tipo di effetto che avrà la pallina. Per giungere a buoni risultati, sono necessarie sia doti naturali di concentrazione, attenzione, intuito e destrezza, sia esperienza ed allenamenti il più possibile diversificati.
 

di Salvatore Sinatra

Esistono due differenti modi di impugnare la racchetta e quindi due diversi stili:
 

Stile occidentale

consiste nel tenere il manico della racchetta con 4 dita e il solo indice sulla parte vicina alla gomma. Questa impugnatura consente di colpire la pallina sia col dritto che col rovescio.

L'impugnatura europea consiste nel tenere il manico della racchetta con 3 dita, l'indice sulla gomma di un lato della racchetta, il pollice sulla gomma dell'altro lato della racchetta. Questa impugnatura consente di colpire la pallina sia col dritto che col rovescio.

Stile orientale

consiste nel tenere il manico della racchetta nell’incavo della mano tra pollice e indice. In questo caso vi sono due varianti che appartengono a due diverse scuole.

L'impugnatura cinese o a penna costringe ad un maggior movimento per colpire sempre col dritto, ma consente più forza nel colpo e servizi più efficaci, grazie alla maggior mobilità del polso. 

L'impugnatura giapponese somiglia a quella cinese, ma le dita dietro alla racchetta non sono contratte, bensì distese e questo limita il movimento del polso. Inoltre le racchette giapponesi sono tradizionalmente più grandi, di forma quadrata e col manico più lungo di quelle cinesi.
 
da Wikipedia
    
di Salvatore Sinatra

 
Esistono diversi tipo di gioco, determinati da altrettanti tipi di materiali:
  • Attacco
  • Difesa
  • AllRound (misto)
 
  • Attacco

I giocatori di "attacco" usano su entrambi i lati della racchetta principalmente gomme lisce a ricoprire uno strato di gommapiuma che a sua volta è incollato al telaio. Lo spessore della gommapiuma può variare da 0,5 a 2,2 mm circa; più la gommapiuma è spessa più la gomma liscia è adatta al gioco d'attacco. Tali gomme hanno la proprietà di imprimere forti rotazioni alla pallina. 

Gli attaccanti europei prediligono le gomme morbide a quelle dure e appiccicose perlopiù usate dai cinesi, questo fondamentalmente per tre motivi:

1) le gomme appiccicose risentono maggiormente degli effetti avversari;

2) le gomme appiccicose solitamente sono più dure e pesanti di quelle morbide e quindi meno maneggevoli;

3) le gomme morbide esaltano le peculiarità della "colla fresca" (il prodotto adesivo che mantiene la sua fluidità più a lungo ed è usata prima di ogni allenamento e più volte durante un torneo) e ciò permette alla pallina di "affondare" nella gomma permettendo un sensibile incremento dello spin e dell'effetto catapulta, e un lieve incremento della velocità e del feeling. I giocatori orientali che impugnano a penna utilizzano spesso gomme lisce, dure e appiccicose, perché grazie alla combinazione gomma-impugnatura riescono ad effettuare servizi molto efficaci; molto popolare, sempre tra gli orientali, l’uso di puntinate corte da scambio con gommapiuma, che permettono attacchi rapidi, violenti e blocchi insidiosi del topspin avversario.

  • Difesa

Nel gioco di difesa si individuano diversi stili:

I bloccatori al tavolo. Bloccano passivamente o attivamente il topspin (effetto catapulta) avversario rimanendo vicini al tavolo di gioco, aspettando il momento favorevole per un attacco, spesso con puntinata (corta, mediolunga o lunga con gommapiuma sul rovescio); appartengono questi ad una categoria di giocatori in voga un paio di decenni fa (per es. il tedesco Lieck, l'inglese Douglas, il ceco Orlowski) ora in via di “estinzione” a causa della violenza dei colpi impressi da racchette con incollatura a colla fresca, che rende estremamente difficile il blocco del topspin al tavolo. L'ultimo grande giocatore di questo tipo è stato l'inglese Carl Prean.

I giocatori con l'antispin. Tale gomma annulla l’effetto impresso alla pallina dall’avversario. Anche questo genere di giocatori è praticamente scomparso a causa degli evidenti limiti di un gioco troppo passivo e l’uso di gomme che non consentono variazioni d'effetto, nè attacchi veloci ed efficaci.
 
  • AllRound (misto)

Gli allround. Sono giocatori molto abili che alternano difesa e blocco al tavolo con attacchi improvvisi. Si tratta in genere di giocatori che usano la gomma puntinata lunga, senza gommapiuma, sul rovescio e la liscia o la puntinata corta sul dritto. Cercano di dare fastidio restando vicini al tavolo; hanno un gioco molto vario fatto di palleggio, palle corte, spinte improvvise di puntinata specie sugli angoli e blocchi tagliati. La gomma puntinata, specialmente quella con la superficie vetrificata, permette di creare l'effetto "a specchio".

Questo consente di ritornare indietro all'avversario il suo stesso effetto impresso alla pallina, anzi addirittura aumentato; inoltre, tale gomma, se usata aggressivamente fornisce una traiettoria a zigzag che spesso porta l'avversario ad insicurezza nella posizione da prendere rispetto alla pallina in arrivo. Principalmente tali giocatori cercano di attaccare violentemente col diritto o, girando la racchetta, ricorrendo al topspin di rovescio; infatti un gioco passivo, sia lontano dal tavolo che al tavolo è, al giorno d'oggi, improponibile.

L'incremento nella velocità di gioco verificatosi negli ultimi anni haActive Image infatti impedito a molti difensori di continuare a giocare semplicemente rimettendo la palla in campo e così oggi sono praticamente spariti i cosiddetti "difensori classici", sostituiti dai "difensori moderni", i quali rimettono la pallina caricandola o meno di effetto rimanendo posizionati lontano dal tavolo, ma facendo loro stessi sempre più spesso ricorso all'attacco.

Un esempio di difensore classico è il giapponese Matsushita, mentre difensore moderno è il coreano ed ex vicecampione del mondo Joo See Hiuk.

di Salvatore Sinatra